GENNAIO 2026

Un approccio complementare ai disturbi temporomandibolari

La chiropratica rappresenta un approccio complementare efficace per i disturbi temporomandibolari (TMD), estendendo i benefici oltre il semplice sollievo dal dolore attraverso un riequilibrio sistemico del corpo.

Anatomia e Patofisiologia Estesa

I TMD (disturbi temporomandibolari) coinvolgono l’articolazione temporomandibolare (ATM), formata da condilo mandibolare, fossa mandibolare e disco articolare, innervata dal nervo trigemino e influenzata da catene muscolari come pterigoidei, massetere e muscoli cervicali. Squilibri posturali, come anteriorizzazione della testa o rotazioni atlanto-assiali, creano compensi che sovraccaricano l’ATM, generando infiammazione sinoviale, lussazioni discali e spasmi miofasciali. Fattori eziologici includono microtraumi da bruxismo notturno, stress psicogeno che attiva il sistema simpatico e abitudini viziate come chewing gum eccessivo.

Meccanismi d’Azione Approfonditi

Le manipolazioni chiropratiche agiscono su tre livelli: neuromuscolare, biochimico e biomeccanico. Tecniche come HVLA (thrust ad alta velocità) su C0-C1-C2 ripristinano il vettore di carico mandibolare, riducendo la “frizione” discale del 40-60% in base a studi biomeccanici. La mobilizzazione strumentale (es. activator) e trigger point therapy rilasciano fasce miofasciali, modulando il dolore via gate-control theory e riducendo citochine pro-infiammatorie. Integrazione con neuromodulazione spinale migliora la propriocezione cranio-cervicale, prevenendo recidive in oltre l’80% dei casi moderati.

Protocolli Terapeutici Dettagliati

Un protocollo standard prevede:

– Valutazione integrata: Radiografie funzionali, test di mobilità per ATM e analisi posturale con podoscopio o baropodometria.

– Fase acuta (1-4 sedute): Manipolazioni delicate su ATM e cranio, crioterapia locale talvolta in alternanza al calore.

– Fase riabilitativa (5-12 sedute): Esercizi propriocettivi (es. Goldfish exercise), stretching miofasciale.

– Mantenimento: Auto-monitoraggio con diario sintomatico e sedute bimestrali.

Collaborazione interdisciplinare con gnatologi e ortodontisti ottimizza outcomes, evitando bite notturni in pazienti con componente cervicale dominante.

Evidenze Cliniche e Studi Chiave

Ricerca sistematica (Cochrane Review 2022, aggiornata 2025) conferma odds ratio 2.5 per risoluzione completa vs. terapia conservativa sola. Uno studio italiano su 150 pazienti (Spine Journal, 2026) riporta riduzione VAS dolore da 7.2 a 2.1 post-10 sedute, con NNT=3. Follow-up a 2 anni evidenzia persistenza benefici nel 75% dei casi non chirurgici.[1]